Ci sono materiali che siamo abituati a considerare preziosi.
L’oro. L’argento. Le pietre.
E poi ci sono materiali che fanno parte della vita quotidiana e che raramente immaginiamo trasformati in un gioiello.
Uno di questi è il cocco di piaçava.
Quando ho scoperto per la prima volta il lavoro di Atitocou, una delle cose che mi ha colpito di più è stata proprio questa capacità: guardare un materiale comune con occhi completamente diversi.
Vedere una possibilità dove gli altri vedono semplicemente una materia prima. E trasformarla in qualcosa di sorprendente.
La piaçava è una palma tipica del Brasile, particolarmente diffusa nello stato di Bahia. Per anni le sue fibre sono state utilizzate nella vita di tutti i giorni per realizzare scope, corde, coperture per tetti e oggetti destinati al lavoro e alla casa.
È un materiale profondamente legato alla cultura brasiliana, soprattutto nelle comunità che vivono a stretto contatto con la natura e che da generazioni conoscono il valore di ogni parte della pianta.
Quello che mi affascina è che il cocco di piaçava non era mai stato considerato un materiale prezioso. Era semplicemente lì.Parte del paesaggio. Parte della quotidianità. Parte della storia di un territorio.
Poi arrivano la creatività, la ricerca e le mani giuste. Le designer Carla de Carvalho e Maíra Rodrigues, fondatrici di Atitocou, hanno scelto di guardare questo materiale in modo diverso.
Hanno iniziato a studiarlo, lavorarlo, tagliarlo, levigarlo e sperimentarlo. Hanno osservato le sue texture naturali, le sue sfumature scure, le sue forme irregolari e hanno visto qualcosa che forse nessuno aveva visto prima: la possibilità di trasformarlo in un gioiello contemporaneo.
Ed è proprio questo che amo della gioielleria contemporanea. La capacità di cambiare il nostro sguardo sulle cose. Di prendere un materiale che esiste da sempre e attribuirgli un nuovo significato.
Non perché diventi più prezioso in senso tradizionale, ma perché qualcuno ha saputo riconoscerne la bellezza.

